personaggio

L'eredità di un pioniere

Numero 03, 2020

L'eredità di un pioniere

Aarti Kapur Singh |autrice

Numero 03, 2020


Associato ad alcuni dei ruoli maggiormente non convenzionali interpretati con grande facilità, Irrfan Khan è diventato famoso non solo per la sua capacità di offrire al pubblico degli spettacoli straordinari, ma anche per il suo comportamento umile. Nonostante la sua morte prematura abbia interrotto la sua ascesa meteorica, ripercorriamo la carriera dell'attore a cui è stato assegnato il premio Padma Shri

Tutti sapevano che Irrfan Khan soffriva di una rara forma di cancro, ma quando ha inviato un video messaggio per promuovere il suo ultimo film, Angrezi Medium, i suoi fan speravano che sarebbe tornato a infiammare di nuovo il grande schermo. La notizia della sua morte, durante la pandemia di COVID-19, fu più che un fulmine a ciel sereno. Era come se un’ondata di dolore collettivo avesse preso il sopravvento. Nessuna dimostrazione di dolore, nessun lutto pubblico, ma il vuoto era certamente palpabile.

TRENDSETTER PER SEMPRE

Mentre i suoi colleghi nel cinema indiano erano impegnati ad assecondare i capricci del botteghino e a contare i milioni, Sahibzaade Irfan Ali Khan (il suo vero nome) scelse di recitare in ruoli non convenzionali e stimolanti, sia in India che all’estero. I film a cui a preso parte a Hollywood – A Mighty Heart (2007) di Michael Winterbottom, imperniato sull’omicidio del corrispondente in Asia del Sud, Daniel Wall, del Journal Journal, in cui recitava con Angelina Jolie; The Namesake, (2006) di Mira Nair e poi, nel 2008, The Millionaire, di Danny Boyle – lo hanno catapultato al di là dell’industria cinematografica hindi, facendolo entrare nel circuito dei festival cinematografici e facendo in modo che si affermasse nel mondo del cinema commerciale. Noto sia al pubblico indiano che a quello internazionale, si era dimostrato versatile sullo schermo, interpretando una varietà di personaggi con raffinatezza.

Irrfan (l’attore ha abbandonato il suo cognome in segno di rinuncia alla religione e al suo lignaggio), ampiamente riconosciuto come la “stella dell’uomo comune” è morto il 29 aprile 2020, dopo aver lottato contro il cancro per quasi due anni

Ha ricevuto il premio Padma Shri nel 2011, la quarta onorificenza più importante dell’India. In verità pochi attori possono affermare di aver padroneggiato diversi generi come Irrfan. In un necrologio, la BBC lo ha definito “l’attore indiano di maggior successo ad aver recitato in un film di Hollywood”. Non molti sanno che questo attore veterano, con quasi 80 film alle spalle, aveva quasi rinunciato alla recitazione, all’età di 30 anni – dopo un decennio poco gratificante nelle soap TV. Il suo obiettivo era quello di rendere felice sua madre, morta circa una settimana prima di lui. Dopo aver completato la sua formazione presso la National School of Drama, nel 1987, Khan si trasferì a Mumbai, dove recitò in varie serie televisive. Questo periodo di sporadiche apparizioni, sul palco e in televisione, lo hanno fatto “restare a galla” durante i periodi di difficoltà economiche. Fu alla scuola di recitazione che incontrò anche la sua futura moglie – la scrittrice Sutapa Sikdar. “Era sempre concentrato. Ricordo che quando tornava a casa, andava dritto in camera da letto, si sedeva sul pavimento e leggeva alcuni libri. Altri sarebbero andati in giro a spettegolare”, ricorda.

Noto per la sua straordinaria versatilità, Irrfan poteva interpretare con stile qualsiasi ruolo. Ma non ha mai fatto distinzioni tra cinema commerciale e parallelo. Forse questo è il motivo per cui, nonostante abbia avuto successo a Bollywood, ha continuato ad esporsi a Hollywood, in progetti stimolanti.

GARA A SÈ

Irrfan anelava per stare sul grande schermo. La sua grande occasione fu un ruolo piuttosto piccolo – quasi un cameo – nella consacrata Salaam Bombay di Mira Nair, nel 1988. Dopo un decennio di centinaia di ruoli non particolarmente entusiasmanti e numerosi film sfortunati, le cose cambiarono quando Asif Kapadia, residente a Londra, gli offrì il ruolo principale in The Warrior, che venne girato nell’Himachal Pradesh e nel Rajasthan. Nel 2001 il film è stato proiettato e apprezzato in numerosi festival cinematografici, facendo di Irrfan Khan un volto noto in tutto il mondo.

Irrfan e Kelly Macdonald si godono un momento di serenità;

L’ATTO FINALE

Irrfan voleva girare film che avessero un effetto più a lungo termine, che gli dicessero qualcosa e su cui riflettere anche dopo la scena finale. Ha dichiarato che preferiva i film che creavano una relazione più lunga con il pubblico. Una volta il geniale attore aveva dichiarato: “Sono contento e felice come un’anima che va alla ricerca dell’eccellenza e che non ha ancora fatto pace con la sua esistenza e il mistero della vita”. Probabilmente è stata proprio questa idea a motivare costantemente il genio cinematografico di Irrfan a superare se stesso in ogni ruolo interpretato.

Aarti Kapur Singh

Aarti è una scrittrice indipendente con quasi vent’anni di esperienza in vari media. Dopo aver conseguito un dottorato in studi cinematografici, attualmente si sta dedicando alla sua passione nei confronti della scoperta del mondo. Scrive di argomenti quali cibo, lusso, film, viaggi, benessere e celebrità.
error: Content is protected !!