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Rafforzare la strada dell'amicizia

Numero 05, 2020

Rafforzare la strada dell'amicizia

Gopalkrishna Gandhi |autrice

Numero 05, 2020


L'India e lo Sri Lanka hanno riconfermato i loro legami profondi in occasione del vertice virtuale che si è tenuto di recente tra i primi ministri di entrambi i paesi. In questa occasione, l'ex diplomatico Gopalkrishna Gandhi ricorda le iniziative capeggiate dall'ex ministro degli Esteri, il compianto Jaswant Singh, e le loro attuali implicazioni snei rapporti tra le due nazioni confinanti

Lo Sri Lanka ha vissuto una situazione difficile per tutti gli anni ’90. Nel 2000, l’allora presidente dello Sri Lanka, Chandrika Bandaranaike Kumaratunga, si trovò ad affrontare sfide straordinare – sia a livello militare, che politico e personale. Il gruppo separatista Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE) mostrava forti segni di instabilità e minacciosità. L’India teneva sotto controllo quella situazione instabile, forte della sua esperienza della forza indiana per il mantenimento della pace e tenendo bene a mente l’assassinio dell’ex Primo Ministro indiano, Rajiv Gandhi. Non mancò neppure la tentazione di mettere in atto un “intervento armato”.

In un discorso pronunciato da Kelang, nell’Himachal Pradesh, l’allora Primo Ministro indiano Atal Bihari Vajpayee respinse queste idee e disse: “Siamo pronti ad aiutare [lo Sri] Lanka, purché sia disposto ad apportare modifiche alla sua politica, circa i suoi abitanti e i cittadini tamil. Stiamo mettendo in atto una trattativa basata sul dialogo proprio in merito a questo. Ed è nostra comprensione che si troverà una soluzione”.

alcuni devoti tamil indù al tempio Nallur Kandaswamy Kovil a Jaffna, Sri Lanka. La nazione insulare ospita una vasta popolazione tamil e durante il vertice bilaterale, il Primo Ministro Modi ha chiesto la piena attuazione di una disposizione costituzionale da parte del nuovo governo dello Sri Lanka per garantire la devoluzione dei poteri alla comunità minoritaria tamil

Jaswant Singh era il Ministro degli Affari esteri (MAE) del governo indiano quando, nell’agosto del 2000, fui nominato Alto Commissario indiano per lo Sri Lanka. Chiamai il Ministro Singh. Era tornato solo la sera prima da una visita in Sri Lanka, e così mi parlò di quella nuova esperienza e della situazione che c’era lì. Disse: “Chandrika è una donna coraggiosa. Ha perso il marito, ha subito un attacco alla sua persona e ha visto una retromarcia militare. Eppure lei è irremovibile. Ha detto ai capi del suo esercito, demoralizzati, “dobbiamo contrattaccare”. Lei ha intenzione di farlo. ” Poi citò Tulsidas da Aranya Kanda, che in un capitolo del poema epico Ramacharitmanas scrisse: “dhiraj, dharma, mitra aru nari, apad kala parakhiye chari. (La fortezza, la rettitudine, gli amici e il genere femminile sono messi alla prova durante una crisi)”.

Ho chiesto se c’era qualche possibilità che il LTTE fosse ricettivo ad eventuali proposte da parte di Eelam. “Nessuna”, ha detto. “Per Prabhakaran [capo del LTTE], una soluzione non è la soluzione. Per lui è necessario un confronto perenne. Deve continuare il conflitto per sopravvivere”. Ha aggiunto: “Ma lo sforzo [per trovare una soluzione] deve continuare. [Dobbiamo] incoraggiare l’ideazione di una formula che guadagnerà un’ampia misura di accettazione”.

Allargando la sua riflessione al di fuori della decisiva questione tamil, ha detto: “Non dovremmo imperniare la nostra missione e la nostra rappresentanza su Jaffna, i tamil e il LTTE. C’è così tanto in comune tra noi e lo Sri Lanka. C’è il Buddha. Ci sono legami culturali con l’Odisha, l’Andhra [Pradesh] e il Kerala”. Aggiungendo, con una nuova luce negli occhi, qualcosa che non ho mai dimenticato durante la mia permanenza a Colombo; “Dovremmo riportare un po’ di ilarità e gioia nella nostra missione che si trova lì. C’è troppa tristezza.”

Il Primo Ministro Modi accoglie l’ex presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, alla conferenza per la fondazione dell’International Solar Alliance a Nuova Delhi, nel 2018

Il Ministro degli esteri mi ha fornito una prospettiva sensibile sul difficile stato insulare, le aspirazioni del tutto legittime della popolazione tamil, gli sforzi dei loro leader democratici per impegnarsi in un dialogo politico per una soluzione “senza Eelam”, in cui una reale e soddisfacente devoluzione dei poteri potrebbe aver luogo conformemente alla lettera e allo spirito del federalismo, dando al nord e all’est dell’isola un senso della loro identità e destino comuni, gli sforzi del governo Chandrika per forgiare il consenso con l’opposizione dello Sri Lanka, e tutto questo di fronte all’inesorabile e pericolosa ostinazione di LTTE.

Lo Sri Lanka si è lasciato alle spalle gli anni della frenesia terroristica. Nel settembre 2020, mentre la battaglia di sei anni combattuta all’orizzonte della vita di Jaswant Singh si avvicinava al termine, si tenne un vertice bilaterale virtuale tra i due paesi vicini, con il Primo Ministro indiano Narendra Modi e il Primo ministro dello Sri Lanka, Mahinda Rajapaksa, che discutevano di una vasta gamma di argomenti. Il Primo Ministro Modi ha sottolineato la priorità data dall’India alle sue relazioni con lo Sri Lanka, citando la politica di vicinato del suo governo e la dottrina SAGAR. Il Primo Ministro indiano ha annunciato una sovvenzione di 15 milioni di dollari per la promozione dei legami buddisti tra India e Sri Lanka. Il Primo Ministro Modi ha esortato il governo dello Sri Lanka ad affrontare le aspirazioni del popolo Tamil per l’uguaglianza, la giustizia, la pace e il rispetto all’interno di uno Sri Lanka unito, anche portando avanti il ​​processo di riconciliazione con l’attuazione del XIII emendamento alla Costituzione dello Sri Lanka Lanka.

Gli accordi raggiunti dai due leader confermano l’idea di Jaswant Singh. Invitare il nuovo governo dello Sri Lanka “a lavorare per realizzare le aspettative dei Tamil di uguaglianza, giustizia, pace e dignità all’interno di uno Sri Lanka unito” era esattamente ciò che Jaswant Singh avrebbe voluto vedere e sentire. Sarebbe stato particolarmente felice dell’annuncio, da parte dell’India, del suo appoggio concesso per rafforzare i nostri legami buddisti.

L’accordo Modi-Rajapaksa è organicamente collegato all’approccio che l’ex Primo Ministro Vajpayee aveva illustrato a Kelang, e che Jaswant Singh mi aveva ribadito 20 anni fa. Una politica che l’India ha sempre seguito nei confronti dello Sri Lanka, quella della “mitra” (amico) di cui parla Tulsidas, che Jaswant Singh mi aveva citato anni fa.

Gopalkrishna Gandhi

Diplomat and author Gopalkrishna Gandhi served as the high commissioner to Sri Lanka (2000), and he was the governor of West Bengal (2004-2009). He is also the grandson of Mahatma Gandhi
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