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Fedele al successo

Numero 02, 2019

Fedele al successo

Mallika Bajaj |autrice

Numero 02, 2019


Dalla sua infanzia, nella piccola città di Shahbad, nell’Haryana, fino a capitanare la nazionale femminile di hockey, Rani Rampal è andata crescendo sempre più. Questa è la sua storia

Non si diventa campioni all’improvviso, né nascono con un manuale di istruzioni speciale o un serie speciale di geni che li aiuta a vincere. La storia di Rani Rampal, capitano della squadra della nazionale indiana femminile di hockey ci insegna quello che serve davvero per diventare un campione. La sua dedizione, perseveranza, concentrazione e disciplina l’hanno resa una delle figure più importanti dello sport indiano di oggi. Dagli umili inizi, figlia di un guidatore di carretto che viveva nella piccola città di Shahbad, nell’Haryana, fino a diventare vincitrice del premio Arjuna, la storia di Rampal è davvero fonte d’ispirazione.

Nel raccontare il suo percorso a India Perspectives, Rampal racconta che aveva solo sei anni quando conobbe per la prima volta questo sport. “Conoscevo solo l’hockey. Tutti nella mia città natale hanno giocato a questo sport. Avevo solo 14 anni quando sono stata scelta per rappresentare l’India ai Mondiali del 2010, nonostante fossi la giocatrice più giovane della nazionale”, dice.

Durante il suo percorso, Rampal ha dovuto affrontare pregiudizi di genere e pressioni sociali, ma non ha mai lasciato che questi la distrassero dal suo obiettivo finale, quello di giocare per l’India. Ha vissuto lontano dalla sua famiglia e ha guadagnato il suo denaro per sostenere il suo sogno. Anche se non è riuscita a terminare l’educazione formale come altri ragazzi della sua età, con il suo percorso pionieristico è riuscita ad infrangere lo stereotipo di genere.

Rampal receiving the Arjuna Award from former President Pranab Mukherjee in 2016

Esprimendo la sua gratitudine per aver ricevuto il prestigioso premio Arjuna, questa ragazza di successo sottolinea che il merito va al suo allenatore Sardar Baldev Singh, vincitore del premio Dronacharya, che l’ha preparata e incoraggiata verso il successo, sostenendola in tutte le sue vittorie.

Rampal e una nuova tribù di giovani atleti stanno portando in primo piano i sogni e le capacità dell’India rurale. Lontani dalla tecnologia sportiva, dalle infrastrutture e dalle risorse urbane, questi ragazzi e i loro allenatori sfruttano le risorse che possiedono, creano gli impianti e le attrezzature da se e utilizzano le reti digitali per connettersi con accademie e potenziali sponsor. Sono anche ben consapevoli delle possibili battute d’arresto che potrebbero subire durante la carriera, come la mancanza di copertura mediatica, ma nulla sembra impedire loro di sognare in grande.

Ricordando le sue battaglie iniziali, Rampal racconta che molte persone le dicevano che stava perdendo tempo e denaro. Lei stessa sentiva che c’era una totale mancanza di dedizione e coerenza negli sport indiani. Tuttavia, suo padre e il suo allenatore la sostenevano. “Mi hanno praticamente istruito a indossare i paraocchi e rimanere concentrata. Ho affrontato gli ostacoli che ho incontrato con molta pazienza. Tutto quello che volevo era vincere per l’India e vedere il tricolore salire in alto, e questo desiderio mi ha aiutato ad andare avanti”, dice Rampal.

Rani Rampal, giocatrice del torneo della Junior Hockey World Cup nel 2013 con la sua medaglia di bronzo

La talentuosa giocatrice ha vissuto dei momenti storici sul campo, che si tratti del Torneo Champion’s Challenge a Kazan, in Russia, (2009) dove, insieme al team, Rampal ha portato alla vittoria dell’India, segnando quattro gol nella finale, o vincendo la medaglia d’argento nella Coppa d’Asia tenuta nel 2009. È stata anche scelta come giocatrice del torneo durante la Junior Hockey World Cup, nel 2013, a Mönchengladbach, in Germania. Più recentemente, Rampal e il suo team hanno portato a casa la Women’s Asian Cup per la seconda volta, nel 2017, a Kakamigahara, in Giappone e per finire, nel 2018 ha vinto la medaglia d’argento ai Giochi asiatici.

Se oggi la nazione conosce il nome della sua città natale, Shahbad, e i giocatori di livello mondiale riconoscono il feroce agonismo della squadra indiana, Rampal si rifiuta di accontentarsi. Lei vuole di più. È ottimista per la sua squadra e con questa fiducia in se stessa e nei suoi compagni di squadra si è allenata incessantemente per raggiungere due obiettivi nel prossimo futuro: la qualificazione per le Olimpiadi del 2020 e la conquista dell’oro per l’India.

 Rani Rampal fa da insegnante alle giovani giocatrici di hockey su prato in occasione della sua visita alla Khalsa Hockey Academy di Amritsar, nel 2018

Il capitano non solo offre il suo contributo sul campo da gioco con le sue abilità incomparabili, ma è attiva anche fuori dal campo da gioco per perfezionare l’hockey femminile indiano. Ha aiutato le talentuose giocatrici di hockey femminile, guidandole e supportandole personalmente nel loro impegno per entrare a far parte della nazionale. Viaggia attraverso i villaggi dell’India alla ricerca di giocatrici di talento di hockey.

Rampal ha partecipato inoltre a “5-mins aur khelega India, tabhi toh jeetega India”, un’iniziativa del Ministero dello Sport. Fondata dal Ministro degli Sport dell’Unione, Rajyavardhan Singh Rathore, durante i Giochi della gioventù Khelo India, questa iniziativa mira a promuovere lo sport a livello scolastico.

La star dello sport vuole che le donne siano in forma e in salute. “Le donne devono praticare sport. Non solo se vogliono diventare atlete professioniste, ma anche per rimanere in forma. Credo fermamente che restare in forma sia la chiave per una vita felice e tutte le donne del paese lo devono a se stesse”, dice.

Mallika Bajaj

Mallika Bajaj è un nome famoso nel campo del giornalismo sportivo. Laureato presso l'Università di Melbourne, Bajaj è noto per ispirare le donne e dare potere ai giovani attraverso le piattaforme di media digitali. Ha fatto i suoi Master in Media e Comunicazione presso l'Università di Londra, dove ha acquisito conoscenze, abilità e la fiducia per stabilire la propria compagnia all'età di 23 anni.
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